RUSSIA-CINA E LA MIOPIA OCCIDENTALE

Ubriacarsi è bello, inebriante, produce ebbrezza, a volte persino euforia e fa dimenticare i problemi. Purtroppo ha una conseguenza: prima o poi bisognerà smaltire la sbornia e allora saranno dolori.

L’ubriacatura post-89, quella per cui gli Stati Uniti (e in misura minore gli europei), usciti vittoriosi dalla Guerra Fredda contro l’Unione Sovietica, si sono sentiti l’unica superpotenza del tutto incontrastata a livello mondiale, in grado di dettare le proprie regole a tutto il resto del mondo, facendo ricorso ad ogni genere di pressione, dalle campagne mediatiche, alle sanzioni economiche, alle “rivoluzioni colorate” (ossia la versione moderna dei colpi di Stato), arrivando in alcuni casi agli interventi militari (Serbia, Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, ecc.), si sta sempre più esaurendo. E ora occorre fare i conti con lo smaltimento della sbornia.

 

Fuor di metafora, la classe dirigente dei paesi occidentali (non solo il ceto politico), USA in primis, è stata abituata, nei decenni scorsi, a trattare con qualunque altro paese del mondo su una posizione di superiorità, dall’alto in basso e ora che i rapporti di forza a livello mondiale stanno mutando, si trova in enorme difficoltà ad adeguarsi alla nuova fase. E quindi persevera con atteggiamenti autoritari, spesso arroganti, e insiste a rifiutarsi di gestire le relazioni con le altre potenze rivali (o presunte tali) da pari a pari.

Tale comportamento però sta portando a effetti controproducenti, dal momento che spinge via via sempre più paesi “ostili” ad unirsi sempre di più tra loro contro tale arroganza. Uno degli esempi forse più eclatanti è stata la riappacificazione tra due paesi storicamente nemici acerrimi, ossia l’Iran e l’Arabia Saudita, grazie alla mediazione della Cina.

 

Ma l’errore più grande, per gli USA (e l’Europa) è stato senz’altro quello di favorire, come reazione, un legame sempre più stretto tra la Cina (superpotenza emergente) e la Russia (superpotenza ri-emergente). Un acceso scontro economico e politico (si spera non militare) contro queste due potenze messe assieme – e per giunta rafforzate dal BRICS+ – non è una cosa che l’Occidente sia in grado di vincere. In effetti è quello che in una certa misura sta già accadendo, vedi le sanzioni alla Russia, dalla quale il paese sta uscendo fuori indenne, se non addirittura rafforzato. Per non parlare della guerra in Ucraina, che Mosca sta vincendo.

 

Il recente viaggio di Vladimir Putin in Cina – in occasione del 75° anniversario delle relazioni diplomatiche bilaterali – ha visto questi incontrarsi con il suo omologo cinese Xi Jinping.

Tale incontro non solo ha sancito il legame stretto tra questi due paesi, ma ha portato ad un ulteriore rafforzamento di esso.

A livello economico si registra intanto come non solo il volume degli scambi bilaterali tra Mosca e Pechino sta sempre più crescendo (nel 2023 è aumentato del 26% rispetto all’anno precedente, arrivando a toccare i 240 miliardi di dollari), ma che questi scambi si sono ormai quasi del tutto emancipati dalla valuta del dollaro e ormai avvengono oltre il 90% in yuan o in rubli.

Putin ha anche invitato le aziende cinesi a investire in Russia.

Anche livello energetico si andrà ad un ulteriore rafforzamento dello scambio tra i due paesi, con la prospettiva di costruire presto il “Power of Siberia 2”, un gasdotto tra Cina e Russia, che porterà al raddoppio delle forniture di gas naturale da Mosca a Pechino.

Inoltre la sintonia politica è fuori discussione e sempre più rinsaldata.

 

Ma l’incontro sta portando ad una crescente cooperazione anche a livello militare. Non si tratta, almeno per il momento, di una vera e propria alleanza militare in senso stretto (tipo la NATO, per intenderci), ma è comunque previsto un espansione delle manovre navali e aeree congiunte e in generale di un rinsaldamento della cooperazione e della sintonia anche in questo campo.

Inoltre – è notizia di questi giorni – il ministro della difesa di Pechino ha dichiarato che l’esercito cinese è pronto a difendere la giustizia nel mondo assieme a quello russo.

Insomma, l’Occidente ha ben poco da essere tranquillo. D’altronde chi è causa del suo male…